




Caldazza immonda... la mia camera si è arroventata nel giro di pochi giorni.....
NON HO CHIUSO OCCHIO fino alle 2....
Avevo quasi 25° in camera, per me una temperatura già insopportabile...
Ho dormito si e no 4 ore...




Stanotte devo correre ai ripari, o dormo in tavernetta o fuori sul balcone...
Che, almeno, fuori in giardino la sera da me c'è un bel fresco...

Occhio!
See the stone set in your eyes
See the thorn twist in your side
I wait for you
Sleight of hand and twist of fate
On a bed of nails she makes me wait
And I wait without you
With or without you
With or without you
Through the storm we reach the shore
You give it all but I want more
And I'm waiting for you
With or without you
With or without you
I can't live
With or without you
And you give yourself away
And you give yourself away
And you give
And you give
And you give yourself away
My hands are tied
My body bruised, she's got me with
Nothing to win and
Nothing left to lose
And you give yourself away
And you give yourself away
And you give
And you give
And you give yourself away
With or without you
With or without you
I can't live
With or without you
Oh...oh...oh...
With or without you
With or without you
I can't live
With or without you
With or without you

La seguiamo inoltrandoci nel bosco, e prendendo qualche scorciatoia, uscendo sui prati della Busa Verle ormai in ombra, e con temperatura sempre più bassa. Soli coi nostri pensieri e le nostre emozioni, raggiungiamo il forte, e quindi la macchina. Ci cambiamo velocemente, poi via in macchina e riscaldamento a palla. Ci dirigiamo verso la terra veneta, lungo la strada i miei occhi si incrociano velocemente con quelli di un tenero capriolo, e giungiamo ad Asiago con un tramonto da favola sull’altopiano. Volevamo cercare la casa di Rigoni Stern, per portargli un saluto, ma non ci riusciamo. Diventa presto buio, e non capiamo la logica delle vie del capoluogo.. Rinunciamo, anche perché sinceramente non ci entusiasmava l’idea di piombargli in casa a sorpresa, e riprendiamo la via del ritorno, con le luci del tramonto che si spengono, e le stelle che si accendono fredde, a milioni, in cielo.
Il viaggio di ritorno non è lungo, il calore della macchina aumenta il senso di stanchezza, ci dirigiamo verso una calda doccia ed un’abbondante cena, preludio ad un sonno ristoratore, popolato anche questa volta da sensazioni e ricordi di questa giornata in cui abbiamo “vagato su e giù per gli altipiani”, respirando l’odore dei mughi, lasciandoci accarezzare violentemente dal vento del nord, lasciando parlare il nostro mondo, dando ascolto ad emozioni con e senza parole, ammirando un tramonto sull’Altopiano, lo stesso tramonto che magari nello stesso istante, da una finestra di una camera scaldata dal fuoco crepitante di un camino osservava il nostro Mario, lo stesso tramonto che magari sognava anche lui quando là sul Don, si sentì chiedere “Sergent magiù, ghe rivarem a baita?”.

Tramonto su Asiago. 10 novembre 2007
Te ghe sei rivà Mario, te ghe sei rivà...
