

Here are the young men,
a weight on their shoulders
Here are the young men,
well where have they been?
We knocked on doors
of hell's darker chambers
Pushed to the limits,
we dragged ourselves in
Watched from the wings as
the scenes were replaying
We saw ourselves now as
we never had seen
Portrayal of the traumas and degeneration
The sorrows we suffered
and never were freed
Where have they been (4)
Weary inside, now our hearts
lost forever
Can't replace the fear
or the thrill of the chase
These rituals showed up the door
for our wanderings
Opened and shut, then slammed
in our face
Where have they been..........
Decenni
Joy Division, 1980.
Ecco i giovani, il fardello sulle spalle
Ecco i giovani, dov'è che sono stati?
Abbiamo bussato alle porte della più buia stanza dell'inferno
Spinti al limite, ci siamo trascinati dentro
Osservavamo dalle quinte
Scene che si ripetevano
Vedemmo noi stessi come mai ci eravamo visti
Ritratto del trauma e degenerazione
I dolori patiti senza mai essere liberi
Dove sono stati?
Stanchi dentro, il nostro sentimento ora smarrito per sempre
Impossibile accantonare la paura
O l'eccitazione della caccia
Ogni rituale mostra la porta per i nostri vagabondaggi
Aperta e poi chiusa, poi sbattuta in faccia
Dove sono stati?
La valle bianca.
Finalmente ieri, un po a sorpresa, ho realizzato questo sogno: fare la discesa in sci della Vallèe Blanche. Quando ormai non ci contavo più, vista l'indecisione dei soci (la data del 24 marzo l'avevamo decisa 2 mesi fa...) per via del tempo, ecco che è saltata fuori..
Sveglia alle 5, alle 6.30 ci troviamo ad Ivrea, più orientati ad una gita scialpinistica che alla Vallèe Blanche.
Il cielo azzurro in valle d'Aosta ha convinto i miei amici a provarci.. e allora si va, carichi di entusiasmo. Il monte Bianco ci saluta da Courma, passiamo il tunnel, ed ecco la sorpresa... a Chamonix nevica!!!
Per un attimo ci prende lo sconforto, le previsioni davano abbastanza soleggiato... alziamo lo sguardo, l'aiguille du Midi si staglia nel cielo azzurro.
SI VA!!
Parcheggiamo, ci prepariamo e andiamo a fare il biglietto della funivia... c'è un casino di gente, sono le 9 e 15, la nostra cabina parte alle 9.30.
Il primo tratto di funivia, fino a Plan de l'Aiguille
Il secondo tratto è come un ascensore: quasi verticale, da
Tuttavia il secondo tratto non lo patisco, ed esco sul ponticello che fora la montagna (orrore...) in forma. I -15° si sentono sulla pelle....Do uno sguardo a destra... l'abisso si spalanca sotto la mia macchina foto. Più oltre, il Dome de Gouter è accarezzato dai raggi di un pallido sole. Abbiamo forato le nubi, quassù il cielo è un po azzurro, un po velati da nubi sottili.

Il Dome du Gouter
Passiamo una galleria nel ghiaccio (orrore 2), mi volto dietro e vedo sulla vetta dell'Aiguille du Midi la famosa torre (orrore 3), e siamo pronti a scendere la crestina. E' una fila di omini che scende, attaccati al mancorrente. Fa freddo, il vento da ovest mi congela la parte destra del viso. Scendo un po, poi visto che la neve recente copre il ghiaccio, onde evitare rimorsi e soprattutto di scivolare giù sul ghiacciaio per trecento metri, mi fermo a metà crestina, in un posto comodo, a mettere i ramponi. Ci metto 3 minuti, senza guanti e non mi prende manco freddo alle mani. A -14°!!
Ora scendo più sicuro. L'Aiguille Verte mi saluta quando guardo verso nord, arrivo alla sella dove i miei amici hanno già gli sci ai piedi, e cominciano a scendere per via del freddo. IO mi rilasso un attimo, non sento particolarmente freddo, qui, e mentre mi preparo, scatto alcune foto.

L'Aiguille Verte

La fila di persone che scende dall'Aiguille du Midi. A destra si vede il ponte sospeso.

Uno sguardo a sud-est:
Sono pronto, anche se con un po di fiatone. Del resto sono a

Giù, in discesa...

Un puntino nell'immensità dei ghiacci.
Ci fermiamo spesso. Un po per il fiatone, un po per ammirare l'immenso panorama, anche se appiattito dal cielo velato e dalla luce non ottimale. Siamo sotto a pareti che hanno visto la storia dell'Alpinismo eroico. Il Capucin, il Pilier Gervasutti al Tacul,
E di obiettivo.

La parete est del Mont Blanc du Tacul, col Pilier Gervasutti.

Les Pyramides du Tacul e la guglia del Grand Capucin.

Punta Helbronner e le tracce che scendono dal rifugio Torino sul ghiacciaio del Gigante.

I soci d'avventura, sotto al Tacul.
Il tratto di discesa sotto il Mont Blanc du Tacul non presenta una gran neve a dire il vero, è tendenzialmente crostosa e tende a sfondare. Ma non appena la pendenza cambia, è un altro mondo. Polvere, polvere e polvere. Ci sono ancora tratti intonsi, ma ci ricordiamo di essere su un ghiacciaio, e quindi è meglio non scendere troppo disinvolti...

Presto arriviamo alla seraccata del Gigante, che superiamo sulla sinistra, sotto il refuge de Requin. Un tratto disagevole a causa di una recente frana di blocchi di ghiaccio, poi con una belle serie di curve su un pendio assai ripido, siamo alla base della seraccata, e subito dopo alla Salle a Mangèr, classico posto di sosta durante la discesa della Vallèe Blanche.










Altre foto in formato "cartolina" sul mio sito.


