Il blog di roby4061

Tra montagna, parole e cielo.

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"Se mi fosse dato di vivere senza la possibilità di sognare e di lottare per un sogno, bello quanto inutile, sarei un uomo finito" G.Gervasutti


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giovedì, 30 novembre 2006

inverno?

a casa mia in questo momento ci sono 17.4°.

senza fohn, senza effetto favonico.

siamo praticametne a dicembre.

sono fioriti i tarassachi e le margheritine.

neve manco a parlarne.

in dieci anni di osservazioni meteorologiche non ho mai assistito a nulla del genere.

non so più cosa pensare...

postato da: roby4061 alle ore 14:28 | link | commenti (3)
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Ich Will

Stasera mentre ero in birreria, han messo questa canzone dei Rammstein... bellissima, era molto tempo che non l'ascoltavo....

oglio che vi fidiate di me
Voglio che crediate in me
Voglio sentire i vostri sguardi
Voglio controllare il battito del cuore di ognuno di voi

Voglio sentire le vostre voci
Voglio molestare il silenzio
Voglio che mi vediate bene
Voglio che mi capiate

Voglio la vostra fantasia
Voglio la vostra energia
Voglio vedere le vostre mani
Voglio morire tra gli applausi

Mi vedete?
Mi capite?
Mi percepite?
Mi sentite?
Potete sentirmi?
Ti sentiamo
Potete vedermi?
Ti vediamo
Potete percepirmi?
Ti percepiamo
Non vi capisco

Voglio

Vogliamo che vi fidiate di noi
Vogliamo che crediate in tutti noi
Vogliamo vedere le vostre mani
Vogliamo morire tra gli applausi - sì

Potete sentirmi?
Ti sentiamo
Potete vedermi?

Ti vediamo
Potete percepirmi?
Ti percepiamo
Non vi capisco

Potete sentirci?
Vi sentiamo
Potete vederci?
Vi vediamo
Potete percepirci?

Vi percepiamo
Non vi capiamo

Voglio

www.youtube.com/watch


Da ascoltare con le casse al massimo ragazzi...

postato da: roby4061 alle ore 00:20 | link | commenti
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martedì, 28 novembre 2006

be quiet

santa pazienza!!

aooeouuuggnnanemmmen ooeuuegggnnennemmmem bennen agguugnnoooooeoeo

ooohhhhhhhhmmmm

ohhhhhhhhhhhhhhhhhhhhmmmm

ohhhhhhhhhhhhhhhmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm

ooohhhhhhhhmmmm

ohhhhhhhhhhhhhhhhhhhhmmmm

ohhhhhhhhhhhhhhhmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm

postato da: roby4061 alle ore 09:28 | link | commenti (8)
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lunedì, 27 novembre 2006

quanto odio i lunedi...

che giornata anche oggiiiiiii

c'ho gli occhi distrutti, sono a pezzi e ancora in ufficio.

dovevo uscire alle 18...

non ce la faccio davvero più..

postato da: roby4061 alle ore 18:30 | link | commenti (1)
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domenica, 26 novembre 2006

l'ultima ascensione

Risalivano velocemente il ghiacciaio, o meglio, quello che ne rimaneva. Il sole picchiava forte sulla loro testa, quel sole che ormai era diventato insopportabile, quel sole che negli ultimi anni faceva strage di ghiacciai sulle alpi divenute irriconoscibili. I loro volti stanchi erano attraversati da rivoli di sudore, il loro passo si faceva sempre più stanco. Si fermarono a prendere fiato per un momento. Con la paura negli occhi si voltarono per vedere se qualcuno li seguiva: niente, non c’era anima viva oltre a loro, in quell’angolo di paradiso che gli rimaneva. Si ricordarono della prima volta che si incontrarono, su quella stessa montagna. Era la metà di agosto di oltre venti anni prima, quando i loro sguardi si sfiorarono per la prima volta, nel freddo del mattino d’alta quota. Erano tempi in cui la montagna era libera, era libera e viva. Ogni estate centinaia di persone si dilettavano sulle Alpi, salivano vette, camminavano per le valli, si tuffavano nella natura. Ma nel frattempo il clima si scaldava sempre di più, i ghiacciai scomparivano a vista d’occhio, la siccità imperante metteva in ginocchio le città. Il livello del mare era salito, molte città costiere erano state abbandonate, e nuovi insediamenti erano sorti in quelle valli. E fu così che si stravolse del tutto un’ecosistema già fragile, già violentato da frane e alluvioni. Le Alpi "palestra di gioco per l’Europa", come venivano definite oltre un secolo prima dai primi alpinisti inglesi, si stavano riducendo a deserti di pietre e cemento. Le zone libere dall’asfalto si riducevano sempre di più, e alpinisti, escursionisti, e tutti coloro che amavano la montagna, si concentravano i poche aree sempre più ristrette, quelle poche che rimanevano come le ricordavano. Ma il troppo affollamento significava un forte incremento degli incidenti. Le compagnie di assicurazioni, accecate dal profitto, comandavano già da decenni buona parte dell’economia, e sotto la loro spinta fu così che furono vietate le Alpi. Fu proibita ogni attività o sport legata al mondo alpino. A nulla valsero le proteste di chi con la montagna ci viveva. Ogni infrazione della legge veniva punita duramente, e ai ragazzi come loro non restava che frequentare quell’ambiente clandestinamente, con il rischio di venire scoperti. Negli ultimi anni però la situazione si fece sempre più drammatica, numerosi alpinisti scoperti in flagranza si lasciarono cadere dalle pareti per non farsi arrestare, non volevano rinunciare all’unica libertà che gli era rimasta in quel mondo malato, l’unica libertà che gli permetteva di tornare al contatto con la natura, di uscire dalle grigie pareti degli uffici in cui erano costretti dalla logica del progresso a tutti i costi.

Si guardarono fissi negli occhi: una lacrima scese sul volto di lei, nelle loro menti correvano le immagini dei bei momenti che avevano passato insieme, delle montagne che avevano salito, delle valli che avevano scoperto. Avevano lasciato tutto da due anni, rifugiandosi tra le poche montagne non civilizzate. Vivevano così, incitando alla rivolta contro quel sistema repressivo, braccati giorno e notte. Erano ormai conosciuti in tutto l’arco alpino per le loro imprese, qualche vittoria l’avevano ottenuta, con il loro piccolo esercito di ribelli, la loro missione era quasi conclusa, decine di eredi seguivano il loro esempio. Ma il cerchio intorno a loro si stava stringendo, sapevano che la loro strada stava per arrivare ad un vicolo cieco. Avevano quindi deciso di salire ancora una volta quella montagna dove si erano incontrati. Avevano lasciato il glorioso rifugio, ormai in rovina, che era notte fonda, una notte di luna piena, una luna che illuminava creste e vette immerse nel silenzio totale, rotto solo dai loro passi sulla morena. Le prime luci del nuovo giorno si allungavano sulle vette circostanti, le ombre della notte si ritiravano, quando giunsero alla base del pendio terminale. L’aria era piacevolmente frizzante, un mare di nubi in continua agitazione copriva quel mondo che rifiutavano, nascondendolo alla loro vista., le montagne ne uscivano fuori come delle isole, delle isole di vita in un mare di nulla. Arrivarono sulla vetta con il primo sole. C’erano riusciti, erano arrivati là dove volevano, al termine di quella corsa. Si presero per mano e restarono in silenzio ad aspettare il momento. Intuivano il solco della Valnontey, quello della Valle dell’Orco, la Valsavarenche. In lontananza la piramide del Monviso sovrastava lo smog e le nuvole. Un refolo d’aria accarezzò i loro volti bagnati dalle lacrime. Erano consapevoli che quella era l’ultima volta che i loro sguardi si incrociavano. Una voce lontana ruppe la magia: erano vicini, li avevano scoperti. Ecco, gli sguardi dei fuggiaschi e degli inseguitori si incrociavano, pieni d’odio e di rabbia. Era giunto il momento, la loro strada era arrivata al vicolo cieco che temevano da anni. Lui le strinse forte le mani, poi si abbracciarono. Mano nella mano si volsero verso l’abisso che sprofondava nella nebbia. Sentirono ancora le voci di chi li braccava, ormai prossime, e con gli occhi gonfi di lacrime si lanciarono un’ultima intesa. Chiusero gli occhi e si lasciarono andare, nella loro ultima corsa verso la libertà. 

19 novembre 2001

postato da: roby4061 alle ore 16:34 | link | commenti (5)
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sabato, 25 novembre 2006

fuori è un giorno fragile

Ieri sera, nonostante la notevole dose di raffreddore che ancora mi porto appresso, ho passato una piacevole serata, dopo un paio di giornate pesanti sul lavoro. Ci andava proprio, ho fatto bene ad uscire nonostante non fossi in forma, per fare due chiacchiere con gli amici di sempre..

Tornando a casa, non so perchè, m'è venuta in mente questa canzone, che devo dire, mi piace veramente molto, anche se non ho capito il video... che mi ricorda comunque un viaggio di quasi dieci anni fa in quella città..

www.youtube.com/watch



postato da: roby4061 alle ore 09:57 | link | commenti
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venerdì, 24 novembre 2006

freddie mercury

esattamente 15 anni fa, era il 24 novembre 1991, moriva di AIDS una delle più grandi voci della musica degli anni 70 e 80....

Freddie Mercury....  la sua morte pose fine alla spettacolare carriera dei Queen, che han segnato indelebilmente la scena musicale rock mondiale soprattutto negli anni 80. Rimangono le canzoni, e il ricordo di un cantante indimenticabile.

Ciao Freddie!

 

postato da: roby4061 alle ore 09:47 | link | commenti (2)
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giovedì, 23 novembre 2006

il blog vive...

anche se negli ultimi giorni non ho postato nulla percè ero steso dall'influenza, vedo che questo blog vive... è visitato e commentate in molti... questo mi fa piacere.. gracias a todos...
postato da: roby4061 alle ore 10:00 | link | commenti (2)
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lunedì, 20 novembre 2006

minchia che giornata....

ed è solo lunedi  

postato da: roby4061 alle ore 13:56 | link | commenti (1)
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venerdì, 17 novembre 2006

A Day in the Life

Per radio sta andando questa canzone dei Beatles... è sempre stupenda

A Day in the Life

I read the news today oh boy
About a lucky man who made the grade
And though the news was rather sad
Well I just had to laugh
I saw the photograph
He blew his mind out in a car
He didn’t notice that the lights had changed
A crowd of people stood and stared
They’d seen his face before
Nobody was really sure
If he was from the House of Lords.
I saw a film today oh boy
The English Army had just won the war
A crowd of people turned away
But I just had to look
Having read the book.
I’d love to turn you on
Woke up, got out of bed,
Dragged a comb across my head
Found my way downstairs and drank a cup,
And looking up I noticed I was late.
Found my coat and grabbed my hat
Made the bus in seconds flat
Found my way upstairs and had a smoke,
And somebody spoke and I went into a dream
I heard the news today oh boy
Four thousand holes in Blackburn, Lancashire
And though the holes were rather small
They had to count them all
Not they know how many holes it takes
To fill the Albert Hall.
I’d love to turn you on.

Le canzoni dei Fab Four sono immortali, hanno sempre lo stesso fascino vero? E in questo momento mi rende meno pesante questo venerdì pomeriggio, dopo una settimana decisamente pesante...

postato da: roby4061 alle ore 17:10 | link | commenti
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