
E così è Natale. Un altro anno se ne è passato. Lo spirito dei Natali passati riaffiora ogni anno, come è logico che sia. Ricordo le vigilie con i giri in macchina per contare gli alberi di Natale, a volte con tutta la famiglia, a volte solo io e papà.
Eh sì, degli ultimi Natali la figura che più mi manca è ovviamente quella di mio papà. E’ inutile che dica che dopo il 2003, il Natale non è più stato lo stesso. Ed è logico e normale. So che in qualche modo c’è sempre, in questa casa è sempre presente e lo sarà anche domani a pranzo. Un posto idealmente c’è sempre anche per Lui.
Ricordi di bambino e adolescente e adulto si accavallano gli uni sugli altri, Natale su Natale, anno su anno. Ricordi di attese per la mattina del 25, ricordi di neve, ricordi di freddo, ricordi di stufe accese, di luci colorate, di fuochi scoppiettanti nel camino, ricordi di gatti, di cani, tutti insieme in un giorno di festa, ricordi, ricordi…
Raccolgo ancora una volta quei ricordi e li mando lassù, che ricadano magari sottoforma di neve.
Buon Natale Papà, ovunque tu sia.





Finisco di scattare qualche foto notturna, e mi attardo fuori dal bivacco, da solo. Sono a
Sempre caro mi fu quest’ermo colle… quant’è vero. Ho scoperto questo posto dieci anni fa. A prima vista sembrerebbe un insulso colle di sfasciumi…faticoso ed eterno da raggiungere, visti i
Questo posto mi è entrato nel cuore quel pomeriggio di agosto di tanti anni fa e non ne è più uscito. Il Bivacco Gratton e
Son salito ben sei volte quassù. E so che ne seguiranno molte altre, per me è come una sorta di pellegrinaggio, un tornare a trovare un vecchio amico. Guardo quel bivacchetto, ora la finestrella è illuminata dalla luce tremolante di una candela. Qua fuori c’è un gran silenzio, rimango ad osservare a lungo il cielo,
Le nebbie si sono ritirate, ha smesso di nevicare e la temperatura è scesa a –3°, la neve scrocchia sotto i piedi.
Anche a lui piaceva molto questo posto, soprattutto il vallone del Pousset, in questa valle che ha visto germogliare e poi nascere la mia passione per la montagna, questa valle è nel mio DNA. Sul libro del bivacco ci sono ancora tutte le tracce dei miei precedenti passaggi. Sono tutti belli i ricordi delle volte che son stato quassù, con persone con cui ho condiviso montagne, fatiche, emozioni, gioie, tratti più o meno lunghi della stessa Via.
Sono felice di essere quassù, il mio socio di gita e grande amico Alex è già sotto le coperte, io mi godo volutamente questo quarto d’ora di solitudine totale ad ammirare ciò che mi sta intorno e ad ascoltare la pace dell’alta montagna. E’ fine settembre, l’autunno è cominciato e quassù l’inverno è alle porte. Una lontana scarica di sassi interrompe l’assenza totale di suoni, poi ritorna l’assordante silenzio.
Sulla valle di Cogne grava un mare di nubi, illuminato dalla luce siderale. E come il Leopardi, in quell’immensità, in quel mare annego dolcemente i miei pensieri e i miei ricordi, con il cuore che sorride di fronte al potersi godere ancora una volta tutto questo.
Penso alla salita di oggi, tra i primi larici che s’indorano, centinaia tra camosci e stambecchi, le nebbie, la pioggia, infine l’arrivo quassù sotto una furiosa nevicata. Soltanto poche ore fa, ma sembra passato un giorno intero.
E’ ora di dormire, domani è un altro giorno.
Colle del Pousset, quota

1973

2001
