Il blog di roby4061

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"Se mi fosse dato di vivere senza la possibilità di sognare e di lottare per un sogno, bello quanto inutile, sarei un uomo finito" G.Gervasutti


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giovedì, 24 dicembre 2009

So this is Xmas

E così è Natale. Un altro anno se ne è passato. Lo spirito dei Natali passati riaffiora ogni anno, come è logico che sia. Ricordo le vigilie con i giri in macchina per contare gli alberi di Natale, a volte con tutta la famiglia, a volte solo io e papà.

 

Eh sì, degli ultimi Natali la figura che più mi manca è ovviamente quella di mio papà. E’ inutile che dica che dopo il 2003, il Natale non è più stato lo stesso. Ed è logico e normale. So che in qualche modo c’è sempre, in questa casa è sempre presente e lo sarà anche domani a pranzo. Un posto idealmente c’è sempre anche per Lui.

 

Ricordi di bambino e adolescente e adulto si accavallano gli uni sugli altri, Natale su Natale, anno su anno. Ricordi di attese per la mattina del 25, ricordi di neve, ricordi di freddo, ricordi di stufe accese, di luci colorate, di fuochi scoppiettanti nel camino, ricordi di gatti, di cani, tutti insieme in un giorno di festa, ricordi, ricordi…

 

Raccolgo ancora una volta quei ricordi e li mando lassù, che ricadano magari sottoforma di neve.

 

Buon Natale Papà, ovunque tu sia.

postato da: roby4061 alle ore 14:50 | link | commenti (1)
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mercoledì, 16 dicembre 2009

Sorrow




There's an unceasing wind that blows through this night
and there's dust in my eyes, that blinds my sight
and silence that speaks so much louder than words
of promises broken.


postato da: roby4061 alle ore 10:57 | link | commenti
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martedì, 15 dicembre 2009

Io confesso, di Marco Travaglio

  Ebbene sì, han ragione Cicchitto, Capezzone e Sallusti, con rispetto parlando. Inutile negare l’evidenza, non ci resta che confessare: i mandanti morali del nuovo caso Moro siamo noi di Annozero e del Fatto, in combutta con la Repubblica e le procure rosse. Come dice Pigi Battista sul Corriere, abbiamo creato “un clima avvelenato”, di “odio politico”, roba da “guerra civile”. Le turbe psichiche che da dieci anni affliggono l’attentatore non devono ingannare: erano dieci anni che il nostro uomo, da noi selezionato con la massima cura (da notare le iniziali M.T.), si fingeva pazzo per preparare il colpo.

E la poderosa scorta del premier che si è prodigiosamente spalancata per favorire il lancio del souvenir (come già con il cavalletto in piazza Navona) non è che un plotone di attivisti delle Brigate Il Fatto, colonna milanese Annozero. Siamo stati noi. Abbiamo spacciato per cronaca giudiziaria il racconto dei processi Mills, Mondadori e Dell’Utri, nonché la lettura delle relative sentenze, mentre non era altro che “antiberlusconismo” per aprire la strada ai terroristi annidati nei centri di igiene mentale.

Ecco perché non ci siamo dedicati anche noi ai processi di Cogne, Garlasco, Erba e Perugia: per “ridurre l’avversario a bersaglio da annichilire” (sempre Battista, chiedendo scusa alle signore). Ci siamo pure travestiti da leader del centrodestra e abbiamo preso a delirare all’impazzata. Ricordate Berlusconi
  che dà dei “coglioni” alla metà degli italiani che non votano per lui, dei “matti antropologicamente diversi dal resto della razza umana” ai magistrati, dei “golpisti” agli ultimi tre presidenti della Repubblica, dei fomentatori di “guerra civile” ai giudici costituzionali e ai pm di Milano e Palermo, dei “criminosi” a Biagi, Santoro e Luttazzi, che minaccia Casini e Follini di “farvi attaccare dalle mie tv” perché “mi avete rotto il cazzo” e invoca “il regicidio” per rovesciare Prodi? Ero io che camminavo in ginocchio sotto mentite spoglie e tre chili di cerone.

Poi, già che ero allenato, mi sono ridotto a Brunetta per dire che questa “sinistra di merda” deve “morire ammazzata”. Ricordate Bossi che annuncia “300 uomini armati dalle valli della Bergamasca”, minaccia di “oliare i kalashnikov” e “drizzare la schiena” a un pm poliomielitico, sventola “fucili e mitra”, organizza bande paramilitari di camicie verdi e ronde padane perché “siamo veloci di mano e di pallottole che da noi costano 300 lire”?

Era Santoro che riusciva a stento a coprire il suo accento salernitano con quello varesotto imparato alla scuola di dizione.
  Ricordate Ignazio La Russa che diceva “dovete morire” ai giudici europei anti-crocifisso? Era Scalfari opportunamente truccato in costume da Mefistofele. E Sgarbi che su Canale5 chiamava “assassini” i pm di Milano e Palermo e Caselli “mafioso” e “mandante morale dell’omicidio di don Pino Puglisi”? Era Furio Colombo con la parrucca della Carrà. E chi pedinava il giudice Mesiano dopo la sentenza Mondadori per immortalargli i calzini turchesi? Sandro Ruotolo, naturalmente, camuffato sotto le insegne di Canale5. Chi si è introdotto nel sistema informatico di Libero e poi del Giornale di Feltri e Sallusti per accusare falsamente Dino Boffo di essere gay, Veronica Lario di farsela con la guardia del corpo, Fini di essere un traditore al soldo dei comunisti? Quel diavolo di Peter Gomez. Chi ha seviziato Gianfranco Mascia, animatore dei comitati Boicotta il Biscione? Chi ha polverizzato la villa della vicedirettrice dell’Espresso Chiara Beria dopo una copertina sulla Boccassini? Chi ha spedito a Stefania Ariosto una testa di coniglio mozzata per Natale? Noi, sempre noi.

Ora però ci hanno beccati e non ci resta che confessare. Se ci lasciano a piede libero, ci impegniamo a non dire mai più che Berlusconi è un corruttore amico di mafiosi. Lui è come Jessica Rabbit: non è cattivo, è che lo disegnano così.



(Il Fatto Quotidiano del 15 Dic. 2009)
postato da: roby4061 alle ore 14:57 | link | commenti (6)
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lunedì, 09 novembre 2009

9 novembre 1989




Sono passati vent'anni dalla caduta di quel muro. Ricordo bene quei giorni, anche se ero un bambino, capivo che stavo assistendo a qualcosa di epocale.


postato da: roby4061 alle ore 19:15 | link | commenti (2)
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martedì, 27 ottobre 2009

la montagna è una scuola di vita.. ti insegna ad essere umile..a conoscere i tuoi limiti..ad amare ciò che ti circonda..ti fa conoscere persone che lasciano il segno..crea amicizie e legami che spesso vanno oltre quella corda che ti lega al compagno ...o compagna di salita. a volte penso che sia un mondo a sè. ma son contento e fiero di farne parte.

postato da: roby4061 alle ore 20:42 | link | commenti (1)
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lunedì, 12 ottobre 2009

ci sono dei treni che non ripassano...
postato da: roby4061 alle ore 11:02 | link | commenti (2)
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mercoledì, 07 ottobre 2009

Inglorious basterds



Dopo due nni che non andavo al cinema, ieri sera ho interrotto l'astinenza con questo Film del "genio" Quentin Tarantino...

com'è stato??

pulp, molto pulp, ma non troppo...

davvero ben fatto, regia al solito un marchio di fabbrica, così come i dialoghi e la sceneggiatura, coi soliti momenti "comici" e surreali, tipici dei suoi film.... mi è proprio piaciuto...

non consigliato a chi è sensibile al "sangue", ma Tarantino senza sangue non è Tarantino..

non è esagerato comunque, semplicemente è molto realistico nei dettagli

Tarantino o piace alla follia o non piace per niente

Ottimo film
postato da: roby4061 alle ore 14:21 | link | commenti
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martedì, 29 settembre 2009

Infinito

«Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare»

Finisco di scattare qualche foto notturna, e mi attardo fuori dal bivacco, da solo. Sono a 3200 m, in questo luogo che amo quasi alla follia. Mi sovvengono i versi de “L’infinito” di Leopardi.

Sempre caro mi fu quest’ermo colle… quant’è vero. Ho scoperto questo posto dieci anni fa. A prima vista sembrerebbe un insulso colle di sfasciumi…faticoso ed eterno da raggiungere, visti i 1700 metri di dislivello che lo separano dal fondovalle, da Cogne… e forse per molti lo è, ma per me no.

Questo posto mi è entrato nel cuore quel pomeriggio di agosto di tanti anni fa e non ne è più uscito. Il Bivacco Gratton e la Punta Rossa della Grivola sono i miei posti del cuore. Ancor più del Gran Paradiso, perché questo luogo non è “violentato” da migliaia di persone ogni anno, qui, su questo colle “anonimo” e questa punta “non firmata”, non c’è tutto quel via vai di gente, qui non ho mai incontrato folle oceaniche che snaturano la poesia della montagna e quasi sempre mi sono trovato sia al bivacco che in vetta alla Rossa da solo col compagno/a di salita.

Son salito ben sei volte quassù. E so che ne seguiranno molte altre, per me è come una sorta di pellegrinaggio, un tornare a trovare un vecchio amico. Guardo quel bivacchetto, ora la finestrella è illuminata dalla luce tremolante di una candela. Qua fuori c’è un gran silenzio, rimango ad osservare a lungo il cielo,
la Via Lattea splende al di sopra di me. Diverse stelle cadenti solcano la volta celeste.

Le nebbie si sono ritirate, ha smesso di nevicare e la temperatura è scesa a –3°, la neve scrocchia sotto i piedi. La Punta Rossa, la Nera e la Bianca si ergono al di sopra del ghiacciaio del Trajo, “l’ardua Grivola bella” mi osserva imponente. Conosco a memoria questo anfiteatro naturale d’alta montagna, fa ormai parte di me. La prima volta che son venuto qui ero con papà, nel 1999, e così pure la seconda, quando salii a vedere l’alba, da solo, in cima alla Punta Rossa.

Anche a lui piaceva molto questo posto, soprattutto il vallone del Pousset, in questa valle che ha visto germogliare e poi nascere la mia passione per la montagna, questa valle è nel mio DNA. Sul libro del bivacco ci sono ancora tutte le tracce dei miei precedenti passaggi. Sono tutti belli i ricordi delle volte che son stato quassù, con persone con cui ho condiviso montagne, fatiche, emozioni, gioie, tratti più o meno lunghi della stessa Via.

Sono felice di essere quassù, il mio socio di gita e grande amico Alex è già sotto le coperte, io mi godo volutamente questo quarto d’ora di solitudine totale ad ammirare ciò che mi sta intorno e ad ascoltare la pace dell’alta montagna. E’ fine settembre, l’autunno è cominciato e quassù l’inverno è alle porte. Una lontana scarica di sassi interrompe l’assenza totale di suoni, poi ritorna l’assordante silenzio.

Sulla valle di Cogne grava un mare di nubi, illuminato dalla luce siderale. E come il Leopardi, in quell’immensità, in quel mare annego dolcemente i miei pensieri e i miei ricordi, con il cuore che sorride di fronte al potersi godere ancora una volta tutto questo.

Penso alla salita di oggi, tra i primi larici che s’indorano, centinaia tra camosci e stambecchi, le nebbie, la pioggia, infine l’arrivo quassù sotto una furiosa nevicata. Soltanto poche ore fa, ma sembra passato un giorno intero.

 Un ultimo sguardo al cielo, un’altra stella cadente, un ultimo pensiero da immergere in quel mare di nubi, poi mi dirigo verso il calore del bivacco.

E’ ora di dormire, domani è un altro giorno. 

Colle del Pousset, quota 3200 m, 26 settembre 2009, ore 22.30


postato da: roby4061 alle ore 11:49 | link | commenti (1)
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venerdì, 25 settembre 2009

e le stelle stanno in cielo
e i sogni non lo so
so solo che son pochi
quelli che si avverano
postato da: roby4061 alle ore 13:58 | link | commenti (2)
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venerdì, 11 settembre 2009

11 settembre

1973

2001

 

 

 

postato da: roby4061 alle ore 10:39 | link | commenti (1)
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